• 4 mesi fa
Per chi segue con assiduità il tennis, il nome di Jasmine Paolini non è certo nuovo. Ma è innegabile che i tanti exploit del 2024 la stanno facendo salire a un nuovo livello. Così sembra proprio che il tennis italiano abbia trovato la controparte femminile di Jannik Sinner. Finale al Roland Garros e a Wimbledon, primo torneo WTA 1000 della carriera, top 5 del ranking mondiale raggiunta. E dove non arriva l'altezza, Jasmine mette grinta, tecnica e talento. Andiamo a conoscerla meglio.

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Chi è Jasmine Paolini
Jasmine è nata a Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) il 4 gennaio 1996 da padre italiano e madre polacca, che a sua volta ha origini polacche e ghanesi e con cui è molto legata. È cresciuta a Bagni di Lucca, dove ha ereditato la passione per il tennis dal padre e dallo zio Adriano, che l'ha introdotta al gioco sui campi in terra rossa del Tc Mirafiume.
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La sua infanzia è stata caratterizzata da frequenti viaggi in Polonia, la terra natale della madre, dove ha imparato a parlare la lingua polacca.
A 15 anni, la giovane atleta si è trasferita al college federale di Tirrenia, dove ha iniziato a ricevere una formazione più strutturata e a sognare una carriera professionistica nel tennis. Nonostante i dubbi iniziali legati alla sua altezza (1,63 m), Jasmine non si è mai lasciata scoraggiare, dimostrando una grinta e una determinazione fuori dal comune.
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Una carriera in ascesa
Nel corso della sua carriera, Jasmine Paolini ha collezionato successi significativi, tra cui due titoli in singolare nel circuito maggiore, uno dei quali il prestigioso WTA 1000 di Dubai nel febbraio 2024. Con questa vittoria, è diventata la terza italiana di sempre, dopo Flavia Pennetta e Camila Giorgi, a trionfare in un torneo di questa categoria. Il suo percorso è costellato da altri traguardi importanti, specialmente negli ultimi mesi. A gennaio ha raggiunto gli ottavi di finale agli Australian Open, a maggio è arrivata a un passo dal trionfo al Roland Garros: a Parigi è stata battuta in finale da Iga Swiatek. Intanto ha iniziato a scalare posizioni nel ranking mondiale, raggiungendo la dodicesima piazza a maggio.
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La cavalcata a Wimbledon e i successi nel doppio
E poi è arrivato Wimbledon, con un'altra cavalcata fino alla finalissima contro la ceca Barbora Krejcikova, dopo aver sconfitto avversarie di primo livello quali Emma Navarro e Donna Vekic. Un risultato che le ha consentito di fare un ulteriore balzo in classifica, entrando per la prima volta nella top 5 delle migliori tenniste. La costante in questi anni ha il nome di Renzo Furlan, ex tennista e suo allenatore da molti anni. È stato lui a farle credere nelle sue capacità, anche su una superficie ostica come l'erba.
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Negli ultimi anni, Jasmine Paolini ha ottenuto ottimi risultati anche nel doppio. Quattro i tornei vinti, tre dei quali con una delle sue "mentori", Sara Errani. Le due sono andate a un passo dal vincere un torneo del Grande Slam, il Roland Garros, venendo battute in finale dalla statunitense Coco Gauff e la ceca Katerina Siniakova. Una doppia amarezza nel giro di due giorni per Jasmine, che però è apparsa sorridente in entrambe le premiazioni. Essere arrivata così avanti nei due tornei è stata la sua vittoria.
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Un gioco dinamico e versatile
La filosofia di Jasmine sull'altezza è sempre stata positiva. «L'altezza non è un deficit enorme», ha dichiarato in un'intervista del 2018. «Nel tennis ci sono anche giocatrici non alte che ottengono grandi successi. Ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro. L'unica domanda che mi pongo è come servirei se fossi più alta. Forse servirei un po' meglio, ma forse sarei meno agile». Questa mentalità le ha permesso di sviluppare un gioco dinamico e versatile, basato su rapidità, precisione e cambi di ritmo imprevedibili.
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Oltre al tennis: le passioni di Jasmine Paolini
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