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TVTrascrizione
00:00:00Eccoci a un nuovo appuntamento settimanale con Ipso Fatto, l'Italia si racconta.
00:00:05In questa puntata parleremo di scuola e del suo stato di salute con l'aiuto del dottor Davide Pagnoncelli,
00:00:11psicologo, psicoterapeuta e con un'esperienza ultraventennale nella psicologia scolastica.
00:00:18Insieme alla giornalista e autore radio-televisivo Fabrizio Silvestri anticiperemo poi alcuni dei contenuti
00:00:24del documentario dedicato alla breakdance che vedremo in onda da marzo su Rai3.
00:00:30Ci chiederemo se e come il carnevale possa battere gli stereotipi di genere con l'aiuto della dottoressa Giovanna Giacomini,
00:00:38formatrice pedagogista e presenteremo infine la nuova uscita letteraria dello scrittore Nicola Brizzi.
00:00:44Ovviamente sempre in compagnia delle nostre rubriche, vi aspettiamo come di consueto subito dopo la sigla.
00:00:54Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
00:01:24Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
00:01:54Parliamo di un tema importante, uno dei capisaldi di ogni società che definiamo civile, cioè il sistema scolastico.
00:02:04Dottore, lei se ne occupa da vicino. Come sta la scuola italiana? Qual è il suo stato di salute attuale secondo lei?
00:02:15Bella domanda Francesca. Diciamo che a parte varie isole felici e non sono pochissime,
00:02:23però generalmente non è messa particolarmente bene, perché c'è l'inizio che diventi,
00:02:29e ha maggior ragione con le nuove tecnologie, un apparato distributore di pure istruzioni, di contenuti, di cose da sapere.
00:02:39Al contrario la scuola dovrebbe essere educativa, deve essere educativa, perché è il compito fondamentale educare.
00:02:49Allora l'istruzione cosa fa? L'istruzione trasmette contenuti, dati, informazioni, concetti.
00:02:56L'educare e l'educazione invece è accompagnare i bambini e i ragazzi nel loro percorso di evoluzione,
00:03:04perché è verso la loro maturità , la loro originalità , la loro indipendenza.
00:03:10Quindi vanno sostenuti e incoraggiati, senza che gli adulti si sostituiscano ai bambini e ai ragazzi,
00:03:17ma stimolando creatività e indipendenza.
00:03:20Però purtroppo rispetto anche ad altri Stati europei ci sono poche risorse,
00:03:27ci sono pochi investimenti e soprattutto continui,
00:03:32perché magari ci sono degli ottimi progetti ma hanno un po' la caratteristica del mordi e fuggi,
00:03:43sono magari molto interessanti oppure dell'una tanto.
00:03:46Invece servono, proprio perché l'evoluzione è qualcosa di continuo,
00:03:50servono investimenti non solo di risorse ma anche di personale continuo e piuttosto sostenuto.
00:03:59Lei nel 2018 è uscito sul panorama editoriale Gonne e figli felici a scuola,
00:04:06questo è il titolo principale, poi c'è anche un sottotitolo.
00:04:09Le chiedo, rispetto a sette anni fa, che possono essere tanti i dottor Pagnoncelli ma possono essere anche pochi,
00:04:17secondo lei quindi la direzione che abbiamo preso è dettata soprattutto dall'uso della tecnologia
00:04:23che sta convertendo il sistema a scuola come un contenitore di contenuti ma che perde la valenza educativa
00:04:31o c'è anche dell'altro?
00:04:33A parte nella meritoria primaria in cui in cinque anni le insegnanti si pongono la questione dell'educazione,
00:04:46per esempio dell'educazione emotiva, cioè riconoscere e gestire emozioni e sentimenti, dell'intelligenza emotiva
00:04:54e anche dell'intelligenza sociale, cioè come fare gruppo, come collaborare, perché la realtà , la natura,
00:05:02tutto il cosmo ha come punto di riferimento la collaborazione e non la competizione dove uno deve,
00:05:09come dire, sopraffare l'altro o far fuori l'altro in vario modo.
00:05:13Quindi più si va avanti e meno c'è questa attenzione all'intelligenza emotiva e all'intelligenza sociale,
00:05:24come accennavo prima, e la scuola non può limitarsi esclusivamente a giudicare le risposte esatte,
00:05:30andare a caccia di errori e poi spesso, come dicono alcuni parecchi studenti,
00:05:37devo indovinare cosa vuole il prof, perché se non gli dico o non gli ripeto la lezione o un concetto come vuole lui o lei,
00:05:46non gli sta bene. Quindi la scuola può essere solo rivelatrice di errori, la cacciatrice degli errori,
00:05:54ma dovrebbe essere anche quella che rileva i progressi, che rileva gli aspetti positivi,
00:06:00che fa scoprire le potenzialità nascoste dai ragazzi. Ci sono vari tipi di intelligenza e questi vanno incentivati.
00:06:09Perché l'apprendimento è un processo complesso, apprendere non è solo studiare per ripetere,
00:06:16è un processo complesso fatto di percezioni, ragioni, emozioni, memorie, ma anche esperienza, strategie.
00:06:24Quindi è importante che la scuola aiuti a far, diciamo, non solo a dare delle risposte,
00:06:32ma a fare in modo che con queste informazioni, con le informazioni, con le nozioni che ci sono,
00:06:39poi il ragazzo o la ragazza le sappia applicare nella propria vita di tutti i giorni, nella propria esistenza.
00:06:47Anche perché immagino, dottor Pagnoncelli, ma mi corregga ovviamente se sto sbagliando,
00:06:55ci sono dei bisogni che appartengono un po' a tutti i ragazzi, a tutte le generazioni,
00:07:05però dall'altra parte ognuno di noi è figlio del proprio periodo storico e quindi a parità di bisogni comuni
00:07:13ci sono anche dei bisogni che forse sono cambiati attualmente rispetto anche solo a un decennio fa.
00:07:19Effettivamente è così lo riscontro oppure no? Abbiamo avuto anche un periodo storico che ci ha messo a dura prova
00:07:26e che ha visto anche gli alunni già nella scuola dell'obbligo e non solo alle prese con una didattica a distanza,
00:07:34con il distanziamento e quant'altro.
00:07:37Sì, quello ma anche l'evoluzione della tecnologia che pone problemi molto, molto, lo dico più di una volta,
00:07:45molto seri che vanno affrontati e non vanno banalizzati.
00:07:49Ormai nella nostra società non c'è più distinzione per esempio tra il virtuale e la quotidianità ,
00:07:56tra l'online e l'offline e quindi è importante che si ponga in queste questioni e si educhino i bambini,
00:08:05i ragazzi, oltre che il fatto che gli adulti anche da parte loro si educhino ed educhino a fare in modo
00:08:13che tutte queste nuove tecnologie vengano utilizzate nel miglior modo possibile.
00:08:19Quindi il problema non è cercare, diciamo, di proibire o fare in modo che non vengano usate
00:08:29o vengano usate solo parzialmente, il problema è che vanno proprio educati a gestire tutto questo popò di roba
00:08:39e se no è come avere in mano una Ferrari e non saperla usare.
00:08:44Come diceva qualcuno, il cellulare è come una pistola che può fare danni gravissimi,
00:08:52più di una pistola e che invece viene usata senza aver fatto tutto un percorso di apprendimento per l'uso
00:09:02in un modo o quell'altro.
00:09:04Quindi se ci pensa bene, Francesca, i voti misurano le risposte esatte ma non motivano ad imparare
00:09:11oltre quel di più che serve poi per vivere.
00:09:15Come dicevo prima, perché apprendere non è solo studiare per ripetere e saper dare delle risposte,
00:09:20bisogna anche saper gestire i dati, selezionare e dare priorità e valore ai dati
00:09:26e in seguito saperli applicare nella propria esistenza.
00:09:29Questo va fatto perché altrimenti uno sa la risposta esatta ma poi non sa cosa fare nella vita
00:09:35di fronte a questi oceani di dati, di input che arrivano da tutte le parti del mondo,
00:09:42il web e su tutti i vari social.
00:09:48Sicuramente un'educazione a 360° e nello specifico anche un'educazione digitale
00:09:53è quanto più di necessario in questo momento e non solo per i più giovani a scuola
00:09:59ma anche per target anagrafici differenti perché quando parlo con degli addetti ai lavori
00:10:05in trasmissione spesso anche altre fasce di età seppure più consapevoli perché con una maturità ,
00:10:15con una esperienza maggiori rispetto alla vita intendo, avrebbero bisogno di un'educazione
00:10:20dal punto di vista digitale affinché fosse più una risorsa e meno un pericolo.
00:10:25Le chiedo, Dottor Pagnoncelli, ho letto nei giorni scorsi di alcune sue affermazioni,
00:10:30se vogliamo anche un po' provocatorie, delle osservazioni che ha fatto,
00:10:35ora siamo all'inizio del secondo quadrimestre all'incirca,
00:10:39in relazione anche al prossimo esame di Stato, per esempio di che cosa si dovrebbe tener conto secondo lei?
00:10:45Di fronte quando sono poi state estratte le materie alcuni ragazzi mi chiedevano qualcosa su questo esame,
00:10:55loro dicevano di maturità , ho detto loro chiamiamolo esame di Stato, non chiamiamolo più esame di maturitÃ
00:11:02perché questo esame nonostante abbia avuto alcuni cambiamenti ma sono stati solo dei cambiamenti piuttosto secondari
00:11:11perché è tutto forché è un esame di maturità , perché la maturità non si misura in base alle risposte esatte,
00:11:18per di più legate solamente a certe discipline scolastiche e neppure nel far ripetere agli studenti nozioni e concetti
00:11:26che devono essere adeguate a ciò che si aspettano, diciamo, gli esaminatori.
00:11:33Quindi c'è anche una logica incoerente, quasi comica, direi se non fosse tremendamente seria,
00:11:39perché il mondo volente o non volente è inteso di web e intelligenza artificiale e noi togliamo tutto ciò dal mondo dei ragazzi
00:11:48e solo per quel giorno, per l'esame, teniamo conto anche che i politici di ogni paese e dei paesi anche più evoluti
00:11:59addirittura governano e prendono decisioni importantissime, molto più di qualunque esame di maturità ,
00:12:06tramite i social, saltando addirittura i loro parlamenti.
00:12:10Allora c'è qualcosa di importante da vedere, di incoerente, certo se la vera questione è come sapere utilizzare internet e l'intelligenza artificiale
00:12:21non privirla per di più per un solo giorno e poi i ragazzi sanno usare il tutto meglio di qualunque adulto, no?
00:12:29E quindi, allora, perché invece non cominciare a fare entrare queste tecnologie e poterle utilizzare?
00:12:38Perché se no sarebbe come, non lo so, lei che è giornalista, Francesca, che non potesse toccare il cellulare
00:12:46e fosse, come dire, espulsa dall'esame di abilitazione solo perché ha toccato il cellulare.
00:12:53Il problema non è se usare il cellulare o meno, è come saperlo utilizzare per organizzarsi e orientarsi all'interno delle informazioni, degli input.
00:13:03Quindi mi sembra un po' una cosa piuttosto datata, cioè andava bene vent'anni fa, forse trent'anni fa, ma adesso nel 2025 non può assolutamente andare bene.
00:13:15Certo, questo implicherebbe un profondo cambiamento dell'esame di Stato, ma un profondo cambiamento anche dell'Inter per arrivarci.
00:13:25Però poi si vedono anche i risultati, cioè i risultati non ci possono essere il 99% che passa così solo perché ha risposto a dei tweet o ha trovato la risposta, diciamo, che gli era consona per quel giorno.
00:13:45Cioè c'è tutto un bagaglio, dovrebbe essere molto più privilegiato un lavoro di laboratorio e di ricerca personale, creativa.
00:13:53Creativa e originale perché bisogna sapere andare oltre e anche di questi tempi prevedere il futuro, perché purtroppo, non purtroppo, l'intelligenza volenti o non volenti,
00:14:05l'intelligenza artificiale ci ha intriso tutta la nostra esistenza e o si impara a utilizzarla cercando di limitare poi i danni, di mettere delle regolamentazioni diverse anche alle società che la gestiscono
00:14:19o altrimenti saremo passivi di fronte a qualcosa che poi alla fine ci sorpasserà e che verrà utilizzato ovviamente dai soliti noti in modo piuttosto distorto per i loro interessi e non certo per criteri educativi e valori di formazione personale.
00:14:39Molto carissimo, riemerge come sempre questa doppia possibilità , un utilizzo costruttivo e funzionale e dall'altra parte il pericolo e il rischio a seconda dell'utilizzo non etico che se ne può fare.
00:14:53Dottor Pagnoncelli, la ringrazio tantissimo, grazie anche per aver sollevato questa sorta di contraddizione insita in occasione anche dell'esame di Stato, è sempre un piacere averla ospite, grazie ancora.
00:15:07Grazie a lei, buon lavoro e buona creatività a chi ci vede e ci ascolta per il futuro in modo che possa essere un futuro migliore.
00:15:17Grazie, anche da parte nostra regaliamo l'augurio e adesso arriva Silvia Alonso con la sua rubrica Orme di Giallo, ascoltiamola insieme.
00:15:24Il filosofo Zenone nell'antica Grecia ha parlato del paradosso della tartaruga, se anche Achille concedesse dieci minuti di vantaggio alla tartaruga e nonostante lui corra dieci volte più veloce della tartaruga non riuscirà mai a raggiungerla perché ogni volta la distanza si accorcerebbe ma andrebbe avanti all'infinito questa divisione.
00:15:53E quindi Achille non raggiungerà mai la tartaruga, per questo la tartaruga è veloce. La velocità della tartaruga è il titolo che introduce il romanzo di cui voglio parlarvi oggi. Benvenuti amici di Ipso Facto a una nuova puntata di Orme di Giallo dal vostro Silvia Alonso.
00:16:09Il romanzo di Luca Crovi, La velocità della tartaruga, è un meraviglioso fir rouge che unisce moltissimi aneddoti e storie ambientati nel primo del Novecento, dal 1910 al 1930, negli anni della velocità , negli anni del futurismo e soprattutto unisce la tartaruga che è il simbolo dei gioiellieri buccellati, questi gioielli che venivano coniati in argento e regalati a tutti i giocatori.
00:16:39I giocatori venivano a nuvolare, che era il simbolo della velocità del pilota di Formula 1, amico di D'Annunzio e allora c'è un fir rouge da una parte della tartaruga, dall'altra parte D'Annunzio e dall'altra parte ancora nuvolari e tutto questo unito dal furto della Gioconda, perché nel 1910 la Gioconda che stava all'Uvra era stata rapita, anzi il quadro era stato rubato, da un repubblicano patriottico, Perugia, che voleva restituirla agli italiani e mediatore della restituzione era stato proprio il Vate.
00:17:09Il poeta Gabriele D'Annunzio che era riuscito a dormire con il nostro quadro, ispirandosi dal fascino di questo capolavoro senza tempo, esattamente come aveva fatto a suo tempo Napoleone Bonaparte che aveva posto il quadro sopra il suo letto matrimoniale alla Malmaison, per poi però restituirlo perché lo sguardo accattivante ma anche inquietante della Gioconda non era facile da sostenere.
00:17:34Un romanzo ricco di episodi e ricco di curiosità che mette in evidenza quella che è l'epoca del futurismo, la velocità , un'epoca dove si viaggiava a mille all'ora perché c'erano molte idee e innovazioni, c'erano le vanguardie artistiche e di pensiero.
00:17:49E' un collegamento continuo tra Brera e Parigi, tra Louvre e Milano, tra l'Italia del 1910 e quella che era la Francia ben più evoluta.
00:18:01Ma poi degli aneddoti come ad esempio il Firouge che unisce Picasso da Polinère a un furto che avviene a Louvre delle statuette finice perché il quadro Les Demoiselles d'Avignon che è stato uno dei successi planetari di Picasso è stato proprio ispirato da questo aneddoto particolare cioè dall'amicizia tra Picasso e Polinère che avevano questo hobby non di certo legale di trafugare le statuette dell'Louvre, statuette finice.
00:18:27E proprio queste statuette finice hanno ispirato il grande artista a creare il quadro Les Demoiselles d'Avignon. Ecco perché quando poi il Perugia ha trafugato la Gioconda all'inizio la colpa è caduta subito su Picasso e a Polinère.
00:18:43Poi c'è la storia dell'amicizia tra Nuvolari e D'Annunzio. D'Annunzio è il Vate che amava la velocità che guidava gli aeroplani ultraleggeri, tifava per Nuvolari, era un suo grande fan e quindi fu proprio D'Annunzio ad omaggiare Nuvolari della statuetta del gioiello di Bucellati che raffigurava la tartaruga coniata nell'argento.
00:19:10Il romanzo di Luca Crovi è un piccolo capolavoro che si legge d'un fiato, che ha il pregio di tanti capitoli brevi, incisivi come delle scene di un film. Ognuno racconta un aneddoto unendo la storia di Milano e di Parigi ma anche dell'Italia e della Francia tra 1910 e 1934.
00:19:26Con un aneddoto che io ho apprezzato molto da milanese, racconta che la Gioconda non è solo il famoso quadro di Leonardo da Vinci ma addirittura era il nome di un tram istituito per portare i defunti ma anche il corteo funebre passando direttamente dal cimitale fino al nuovo cimitero Musocco.
00:19:43Con questo aneddoto vi saluto e vi invito a leggere La velocità della tartaruga di Luca Crovi. Vi ringrazio per l'attenzione e vi do appuntamento a una nuova puntata di Orni di giallo dal vostro Silvia Manos. Ciao!
00:20:13Ora parliamo invece di un documentario che da marzo 2025 sarà trasmesso su Rai3 dal titolo Breaking dalla strada alle olimpiadi. Un'esclusiva Rai play è un'opera che celebra la break dance dal punto di vista umano e artistico dalla nascita nel Bronx fino all'esordio olimpico a Parigi nel 2024.
00:20:36Facciamo con Fabrizio Silvestri che lo ha scritto e diretto, giornalista, autore radio tv per diversi canali Rai, conduttore e autore radiofonico. Fabrizio non mi resta che darti il benvenuto. Grazie per essere nostro ospite. Buongiorno.
00:20:51Grazie a voi per avermi invitato.
00:20:54Ma guarda ci parli di un argomento innanzitutto di cui non si parla molto e quindi già questo fa notizia ma soprattutto lo fai ampliando tantissimo le sfumature che appunto girano intorno a questa disciplina e del resto un po' secondo me rispecchia Fabrizio il tuo percorso professionale perché tu spazi dal giornalismo alla televisione fino alla regia ai documentari. Ecco come nasce l'idea di questo progetto? Partiamo proprio dall'ABC.
00:21:22Guarda Francesca il progetto nasce il giorno in cui leggo sul giornale che la breaking, la break dance degli anni 80 oggi chiamata breaking arrivava alle olimpiadi era una nuova disciplina olimpica.
00:21:40A quel punto io naturalmente mi sono detto perché far conoscere solo l'aspetto sportivo. È bello far conoscere invece la storia di questa disciplina che è una storia che ingloba il sociale, il genere, va naturalmente ad implementare anche il concetto di salute e soprattutto è stata per molti una danza salvifica.
00:22:10Quindi abbiamo da lì deciso di poter raccontare.
00:22:15E su questo ci torniamo. Abbiamo anche delle testimonianze, ne vedremo una per tempi televisivi perché ha proprio questo valore umano e sociale fortissimi.
00:22:26Prima di vedere però questa breve testimonianza ti chiederei questo Fabrizio. Chiaramente nel momento in cui si scrive una sceneggiatura di un documentario, di qualsiasi prodotto audiovisivo bisogna avere le decchiare sulla scelta del cast, dei protagonisti, delle voci da raccontare. Tu come li hai selezionati?
00:22:48Questa è stata per un verso una cosa facile e parlo dei ragazzi che fanno ancora parte della squadra italiana della FISDEM, della Federazione Appunto Italiana Danza e Sporti Musicali.
00:23:05Loro erano facili da contattare perché conoscendo la Presidente Laura Lunetta ho subito contattata, mi sono messo in contatto e gli ho chiesto se io sto facendo questo progetto mi servono i sei ragazzi della squadra nazionale e quindi assolto in quello.
00:23:19L'altro invece era un po' più difficile perché dovevamo cercare i ragazzi della old school, i boomer, quelli che oggi avrebbero la mia età e che negli anni 80, come dice Rudy Cavalli, si rotolavano per terra e dovevano appunto dimostrare qualcosa al mondo.
00:23:36Gli anni 80 erano appunto degli anni difficili e noi ci siamo arrivati perché ho incominciato un po' a spulciare tramite il mio aiuto regista Domenico Raimondi un po' quelli che erano i contatti e abbiamo scoperto che su Milano suo cugino DJ Giadde aveva fatto la break dance all'inizio, DJ Giadde sarebbe articolo 31.
00:23:57Di lì abbiamo iniziato a capire tutta questa situazione, abbiamo riunito il gruppo del muretto degli anni 80, DJ Enzo, DJ Giadde, Michele Danca ex Casino Royale, Jack Casino Royale, Rudy Cavallo, Aldo Pane il ragazzo che per primo studia proprio un po' quello che è il passo della Michael Jackson, il moonwalker.
00:24:27Quindi è il ragazzo che nel filmato lo riconoscete perché è quello che è l'unico che come dice lui non si buttava per terra e quindi faceva piuttosto delle performance in piedi, in appunto top come li chiamano oggi i ragazzi.
00:24:41E di lì li abbiamo contattati e abbiamo iniziato a girare, è stato un lavoro bellissimo perché ho scoperto delle cose che non mi sarei mai immaginato che esistessero nella break dance come ad esempio non tutti sanno che esisteva all'epoca le fly girl, cioè le ragazze non tutte entravano nel cerchio a ballare ma c'erano queste fly girl
00:25:08e Rudy Cavallo era una di queste ragazze che comunque era una PR e quindi era un po' un ufficio stampa anteliteram.
00:25:38Vogliamo sentire almeno una testimonianza regia? Prego! Grazie!
00:25:45Sono felice di poter far parte di questa cultura e mi piacerebbe che le persone potessero trovare questa cosa straordinaria anche nella loro vita insomma.
00:25:54Il break dance è come la mia famiglia, quindi è la parte più bella di me, è un'arte che ha fatto riscoprire me stessa e che spero che tutto il mondo possa provare perché è una cosa meravigliosa.
00:26:15La break dance ha avuto certamente un impatto significativo a livello sociale, ha rappresentato un riscatto per tanti giovani che hanno potuto anche condividere i valori veri, i valori veri dello sport, della competizione, la possibilità di vincere ma anche di accettare la sconfitta.
00:26:38Seguendo i valori veri si segue una strada senza deragliare verso strade sbagliate, dunque è stato un linguaggio universale che ha unito tanti corpi ma anche tante anime.
00:26:51Eccoci Fabrizio, una delle tante testimonianze che avete raccolto, però significativa, è subito la parola straordinaria, l'aggettivo che spacca potremmo dire e questa straordinarietà la ritroviamo appunto in queste vite e ci fa capire fin da subito anche in un minuto poco più di testimonianza che non si tratta solo di una competizione atletica ma proprio di una espressione artistica
00:27:19e di una condivisione di valori, quindi il valore sociale che dicevamo all'inizio, eccolo qua, è arrivato, abbiamo avuto la prova provata, del resto credo che abbia tolto dalle strade e dal disagio anche tanti ragazzi perché è nato nella strada, sulla strada, ecco che cosa hai raccolto in merito Fabrizio?
00:27:40In merito nel documentario c'è una bellissima testimonianza di Dj Enzo che ci racconta che lui arrivava dalla periferia un po' all'epoca negli anni Ottanta degradata di Milano e si era tirato fuori da quello che era effettivamente un giro losco di amicizie e lui racconta in maniera, devo dire, fantastica perché poi lo dice proprio nel documentario, guardate se vi avvicinate ho la pelle d'oca,
00:28:06lui dice una sera degli amici gli dicono guarda Enzo vieni con noi perché devi stare con noi, dobbiamo fare un lavoretto, lui dice no guarda io devo andare a San Babila, a un corso dei servi, muretto, devo andare a breccare e loro gli dicono ma che vai a fare, vai a pulire il pavimento, quando lui torna a casa di notte scopre che quei ragazzi avevano fatto una rapina e erano stati arrestati e Dj Enzo vi commuova ancora a dirlo, ci ha raccontato, lo vedete sul documentario,
00:28:36su quella macchina potevo esserci anch'io, invece la brecca mi ha salvato e quindi ecco perché dicevo prima è un po' una danza anche salvifica per molti, come racconta anche Rudy Cavalli che quelli erano gli anni molto difficili per quanto concerne l'eroina, quindi una droga che si poteva facilmente ottenere a due lire, ma non c'è la distinzione di età , di sesso, di razza, erano tutti uguali sotto quella, passami il termine, quella merda,
00:29:06potevano assumerla in qualunque momento senza nessun problema e la breakdance, quello che ho notato io in queste persone della old school è che sono diventate, come dice lo stesso Aldo Pane, sono diventate persone migliori perché sono riuscita ad accettare loro stessi, quello che erano i loro limiti e quello che poteva essere il loro futuro, solo facendo in questo modo effettivamente noi possiamo ottenere risultati e successi nella vita,
00:29:36facendo i conti con noi stessi innanzitutto e mettendoci di fronte alle sfide, non scappando dalle sfide.
00:30:06Credo che tu abbia aggiunto anche un qualcosa in più rispetto a quello che magari si è visto finora.
00:30:36Sono arrivate tutte e tre all'ultima qualificazione, mi ricordo bene che fosse a Budapest e alla fine poi in quella qualificazione per due decimi, possiamo dire in termini per far comprendere a casa, si qualifica solo Biggerlanti, anti-lassandrina, Sandrini quella che voi avete appunto prima visto nella testimonianza, mentre la Biggerlalessandrina e Biggerlspidergirl non ce la fanno ma perché si qualificano
00:31:06in una posizione che era al di sotto, mi sembra, dovevano rientrare tra le prime 15, una era a 16 e l'altra a 17, quindi veramente per un zoppio non abbiamo avuto le tre donne alle Olimpiadi di Parigi e così è andata solo Biggerlanti a rappresentare l'Italia.
00:31:24Vi esorto a vederlo perché non sempre poi tutto è così facile e Biggerlanti ce ne dà la dimostrazione quando racconta la sua esperienza olimpica che è un'esperienza di sofferenza al momento quasi di voler buttare la spugna però poi da atleta ma soprattutto da ragazza matura dice ma io qui sono venuta per uno scopo che è quello di ballare e allora ballo.
00:31:52Ma è un racconto intenso emotivo e sono di quelle cose che mi fanno guardare i ragazzi di oggi come non ragazzi da divano, come chiamerebbero gli americani da patata da divano, ma piuttosto che invece intraprendenti attivi e voglio proprio che sia questo il messaggio che arriva ai giovani, fate qualunque cosa che voi possiate ottenere fare perché è così che riuscirete a dire a questo mondo io c'ero,
00:32:21io c'ero come lo ha detto appunto Antilai.
00:32:23E mi hai letto nel pensiero perché che ti fosse caro questo progetto ce l'hai fatto capire a chiare note ma ti avrei proprio chiesto il messaggio, l'augurio adesso che dopo RaiPlay sarà appunto trasmesso su Rai3 in questo mese di marzo era proprio questo, cioè che augurio dai a questo documentario che messaggio volevi dare e ce l'hai già detto tu.
00:32:44Fabrizio è stato un piacere averti il nostro ospice, grazie.
00:32:48Francesca vi ricordo, vi posso dire che va in onda il 28 di marzo alle 16.15 su Rai3, quindi è proprio nella fascia dedicata ai teenager e andatela a vedere anche su RaiPlay, è un documentario che a me è piaciuto, io spero che piaccia a tutti e che trovino tutti quel messaggio che è quello che dicevamo prima, osate, andate oltre l'ostacolo.
00:33:10È vero, è il momento di dare sempre, Fabrizio grazie ancora, davvero buona giornata.
00:33:16E ora dopo Fabrizio Silvestri invece torna Una tisana, un libro, a cura di Rosalia Messina sentiamo di che opera ci parla in questa puntata.
00:33:36Bentornati a Una tisana, un libro.
00:33:41Vi parlo di un libro edito nel 2023 da Calos, l'autrice è Marina Mongiovi e il titolo è Shara.
00:33:52Shara è un titolo che subito evoca la Sicilia, evoca il suo vulcano l'Etna e la Shara è la lava solidificata che diventa nerissima e durissima e anche molto tagliente.
00:34:09Però sulla Shara crescono poi le ginestre, crescono piante.
00:34:21Shara è un libro che non possiamo definire romanzo, che non possiamo definire neanche raccolta di racconti.
00:34:33Io mi sono molto affezionata a questo genere, l'ho sempre amato e vedo che si va diffondendo sempre più ed è un genere, non so come dire, intermedio.
00:34:45Abbiamo parlato altre volte, il romanzo formato da racconti o se vogliamo si tratta di racconti collegati, tenuti insieme, unificati dall'ambientazione e dai personaggi che sono ricorrenti.
00:35:08Ed è questo che avviene in questo romanzo, lo chiamo così per brevità e per convenzione.
00:35:24L'ambientazione è in un luogo, in un paese, in un piccolo centro sulle pendici del vulcano, dopo infatti non si vede il mare, ci ritorneremo.
00:35:38I personaggi sono i protagonisti di volta in volta di ciascun racconto, o se preferite capitolo, e sono legati fra loro da diversi tipi di vincoli,
00:35:52vincoli familiari, vincoli matrimoniali, un odio inestinguibile, un'amicizia, i rapporti più vari.
00:36:02Insomma, la storia poi finisce per essere un'unica storia e di volta in volta si incentra su uno degli abitanti, mentre gli altri fanno da, stavo per dire da coro.
00:36:14Comunque sono personaggi che abbiamo già incontrato come protagonisti e rivediamo come personaggi secondari.
00:36:23E sono storie di emarginati, di potenti, di malavitosi, di donne e di uomini, come abbiamo detto in qualche modo, tutti legati fra loro.
00:36:38Le storie sono a volte grottesche, a volte molto dolenti e c'è un inizio fulgurante che vi vorrei leggere.
00:36:48Nel primo capitolo, o storia, si parla di un rito estivo in tutto il suo splendore che è molto diffuso non solo in Sicilia, ma in tutto il Meridione.
00:37:00Splendore, dicevo, ma anche colore e carore.
00:37:04Ed è la preparazione della passata di pomodoro che poi viene imbottigliata o imbarattolata per essere usata durante i mesi invernali.
00:37:17E mi ricorda i tempi in cui il pomodoro non c'era per tutto l'anno.
00:37:22È un rito antico ed è un rito ovviamente ufficiato dalle donne.
00:37:27Ovviamente non c'è bisogno che ve lo spieghi, vero?
00:37:31Allora, leggiamo l'incipit.
00:37:33Un'isola senza mare è una farsa, una bizzarria, un'illusione.
00:37:38Ma qui il mare, tra la montagna e la pianura, lo puoi solo immaginare, verso Levante, oltre un aspro e nero confine di sciara.
00:37:47Sulla vetta della grande montagna una voragine rilascia gas che salgono in cuore.
00:37:53Il fuoco, facendosi pietra, ha modellato il paesaggio.
00:37:57Il vulcano ha generato e distrutto in un equilibrio di silenzio e tuono.
00:38:02Le colate laviche scendono e si diramano come lunghe falangi, proteggono e chiudono.
00:38:08La loro durezza, col passare del tempo, lascia il posto al muschio invernale, alla succulenta sprezza del fico d'India e al giallo infestante delle cimestre.
00:38:19Come vedete è una descrizione precisa e poetica, con tutti i suoni e i colori del paesaggio etneo.
00:38:28E questa è una caratteristica della scrittura di Marina Mongiovini.
00:38:32Questo portare il lettore dentro la storia, dentro ciò che avviene, facendoti sentire i profumi, facendoti vedere i colori, facendoti quasi sentire i sapori.
00:38:45Ecco, vi leggo anche l'inizio della descrizione di questa giornata, la giornata della passata di Pomodoro.
00:38:52Forza Teresa, tardi è!
00:38:55L'aroma del caffè si amalgama alla voce di mamma, senza lasciare scampo.
00:38:59Il mattino filtra prepotente dalle persiane e traccia delle linee sulla parete sopra al mio letto.
00:39:07Una polverosa foschia è calata sul paese e per i prossimi tre o quattro giorni soffierà un'aria di scirocco che toglierà il fiato e la ragione.
00:39:18La giornata procede poi tra chiacchiere, pettegolezzi di paese, rivocazione di fatti lieti, di fatti meno lieti.
00:39:28Poi c'è il ricco pasto siciliano dove non possono mancare la caponata e le sarde a beccafico.
00:39:35E nell'ora più calda ci si stende a letto per riposare un po'.
00:39:41Vi leggo un ultimo pezzetto.
00:39:43Il sonno pomeridiano è una vertigine, un atto di sospensione che genera fantasmi e fantasie.
00:39:50Un delirio che dal passato e dal chiacchierio in cucina conduce a una spirale di fotogrammi e sequenze,
00:39:57frequenze di un mondo lontano che tramanda la sua eco.
00:40:01Come vedete è una scrittura visuale, sonora, immaginifica ma con misura,
00:40:05che ci trascina in questo mondo di paese con i suoi riti, con le credenze popolari, la cattiveria, la solidarietà .
00:40:13Insomma, tutta la gamma dei sentimenti e con i ritmi delle stagioni che scaldiscono la vita degli abitanti.
00:40:21Marina Mongiovi, Shara, Calos Edizioni, 2023.
00:40:26E arrivederci se vorrete alla prossima disana.
00:40:29Ciao!
00:40:36Grazie anche a te Rosalia e adesso parliamo di carnevale.
00:40:44È tempo appunto di maschere ma lo facciamo toccando un argomento delicato che è quello della parità di genere.
00:40:50Ne parliamo ogni giorno però sappiamo che i dati ci dimostrano che il divario è sempre ancora lontano dall'essere golmato.
00:40:59Ce lo dicono anche i dati del Global Gender Gap Report del 2024 pubblicato dal World Economic Forum.
00:41:08E allora ci chiediamo se magari il carnevale possa in qualche modo essere un'opportunità per abbattere gli stereotipi e promuovere una cultura più inclusiva.
00:41:20Lo facciamo con la dottoressa Giovanna Giacomini, formatrice e pedagogista.
00:41:25Giovanna, ben trovata, buongiorno.
00:41:27Grazie, buongiorno a voi.
00:41:30Allora, il carnevale si sa è notoriamente una festa di travestimento e di creatività ,
00:41:36però tutt'oggi tanti travestimenti dei più piccoli nascondono sempre e riflettono degli stereotipi di genere.
00:41:46E ti chiedo perché all'alba del 2025 ancora questo accade.
00:41:51È una bellissima domanda che probabilmente ci poniamo in molti.
00:41:57In realtà purtroppo è vero, cioè gli stereotipi di genere sono ancora profondamente radicati perché sono profondamente radicati nella nostra societÃ
00:42:06e si manifestano in aspetti proprio della vita quotidiana.
00:42:09Ora, con l'occasione del carnevale ci fa riflettere il fatto di vedere ancora moltissime bambine vestite da principesse e bambini vestiti da supereroi
00:42:18quando hanno un'età nella quale chiaramente ancora non sono loro a scegliere il costume ma sono molto spesso i genitori a farlo.
00:42:26Quindi questo già ci dice qualcosa.
00:42:28Va a monte tutto questo perché pensiamo al fenomeno del gender reveal che è quando si dà quella festa per annunciare l'arrivo di un figlio.
00:42:39In quel caso l'attenzione è proprio sul genere, cioè quello che viene svelato è il genere.
00:42:44Immaginiamo come questo porti ancora con sé tantissime aspettative che vengono poste su quel bambino o su quella bambina che poi continuano con la scelta del corredino, con la scelta dei giochi.
00:42:57Quindi abbiamo ancora fortemente una società orientata in questa direzione e supportata un pochino dal consumismo perché poi la vendita di giocattoli
00:43:06piuttosto che come in questo caso del carnevale di costumi fortemente orientati anche al ruolo di genere continua a contribuire a questa direzione.
00:43:18E quali sono Giovanna i rischi di tutto ciò, cioè di questi stereotipi che ricorrono durante la fase di gioco e di travestimento?
00:43:27Beh diciamo che il rischio maggiore è che i bambini si sentano conformati a dei modelli che vengono imposti.
00:43:35Quindi questo limita un po' quella che è la loro naturale tensione all'esplorazione di quelli che sono i loro desideri, gli interessi personali che avviene soprattutto nella prima infanzia che è quello che gli permette poi di costruire via via la propria identità .
00:43:52E poi influenza anche quelle che sono le aspirazioni future.
00:43:56Lo vediamo in particolare anche poi nel mondo della scuola con la scelta, con l'orientamento scolastico.
00:44:03Quindi continuiamo un po' a suggerire alle bambine, alle ragazze dei ruoli di accudimento, di cura senza aprirle alla possibilità invece di frequentare materie diverse.
00:44:18Quindi di accedere anche a delle professioni differenti.
00:44:22E' una sorta insomma di discriminazione interna perché anche quando il bambino sceglie un costume non convenzionale in qualche modo potrebbe essere insomma scoraggiato e questo gli fa apprendere che alcune scelte non sono socialmente accettabili.
00:44:41Questo può avere un'influenza sul suo sviluppo, sulla percezione che ha di sé.
00:44:48E che cosa possiamo dire a dei genitori che magari si trovano di fronte con preoccupazioni ad un bambino o una bambina che scelgono, lasciami passare il termine, non trovo aggettivi migliori, un costume magari considerato atipico agli occhi dei genitori?
00:45:05Sì, possiamo considerare effettivamente tutti quei costumi che tipicamente invece sono associati all'altro genere.
00:45:14Quindi immaginiamo un bambino che sceglie invece di utilizzare come travestimento appunto dei colori, dei costumi che sono tipicamente associati al genere femminile.
00:45:26Io direi innanzitutto ai genitori di non preoccuparsi, il travestimento rientra proprio nell'ambito del gioco, del gioco simbolico.
00:45:36Il terreno del gioco è un terreno assolutamente neutro e non predittivo.
00:45:41Il bambino o la bambina che si vestono in un determinato modo anche utilizzando il costume tipicamente associato socialmente all'altro genere non ci sta dicendo assolutamente niente, sta semplicemente esplorando grazie alla sua immaginazione e direi che è anche favorevole perché questo sviluppa l'intelligenza emotiva, sviluppa l'empatia, la capacità di mettersi nei panni dell'altro.
00:46:05Quindi è solo favorevole tutto questo.
00:46:08E se invece ti chiedo c'è la voglia di un bambino di scegliere un vestito che in qualche modo appartiene a un personaggio che viene considerato negativo, controverso, quindi che può apportare dei valori non positivi?
00:46:24Allora anche in questo caso mi sento da una parte di rassicurare le famiglie perché bisogna vedere la percezione che c'è rispetto a quel personaggio, a quell'aspetto da parte dell'adulto e da parte del bambino.
00:46:38Come dicevo prima il bambino è sempre nel terreno del gioco e quindi in quel terreno ci sono proprio delle regole ben precise che il bambino conosce e rispetta e sa che non è rappresentativo della realtà .
00:46:50Quindi da questo punto di vista il gioco è sano, la pedagogia del rischio ci dice che è normale anche per esempio giocare alla lotta, giocare, sfidare e uccidere qualcun altro all'interno del gioco e questo è necessario proprio per esplorare le parti del sé.
00:47:09Quindi anche in questo caso non è predittivo, non significa nulla. Chiaro che il genitore deve avere un occhio di riguardo, cioè deve vedere quando questo è per esempio moda oppure un condizionamento per cui ho visto un determinato film piuttosto che alcuni cartoni animati che mi condizionano negativamente.
00:47:32Cioè l'importante è che sia nell'ampia libertà del bambino di scelta.
00:47:36E quindi per concludere se dovessi chiederti Giovanna come possiamo rendere il carnevale un'occasione concreta di inclusione e anche un'opportunità educativa? Noi adulti cosa dovremmo fare e cosa non dovremmo fare?
00:47:56Allora diciamo che possiamo sicuramente mettere al centro il concetto di libertà . Io suggerisco soprattutto con i bambini piccoli di utilizzare per esempio il baule dei travestimenti che allora non è un costume predeterminato che ha già un suo ruolo assegnato ma permette al bambino di esplorare qualsiasi cosa, di diventare di volta in volta quello che desidera.
00:48:18Quindi ampia libertà , sensibilizzare perché il travestimento appunto è gioco, è un'esperienza di crescita quindi non è un'occasione per una conformità sociale.
00:48:29Gli adulti dovrebbero fare un passo indietro e non scegliere in base ai propri gusti o quello che è la moda del momento ma cercare di ricondurre il significato del carnevale a quello più originario quindi un momento anche di festa, di socialità , di scoperta, di culture diverse, di carnevali diversi.
00:48:48Quindi questo ci rende più inclusivi, ci dà l'opportunità di esplorare tanti aspetti diversi legati al carnevale che appunto è una delle varie occasioni che ci permette di agire in maniera educativa consapevole.
00:49:03Sì e di mettersi proprio letteralmente nei panni altrui quindi come dicevi tu una promozione del concetto di empatia seppure sia un argomento e un momento goliardico, un momento sicuramente giocoso.
00:49:16Giovanna è stato un piacere averti in nostra ospite, grazie per averci parlato anche di come possiamo vivere questi giorni di festività , di festa.
00:49:26Grazie ancora Giovanna Giagomini.
00:49:28Grazie a voi, grazie.
00:49:30Grazie, ora parlo a te Valerio, sei pronto per la tua rubrica Voci d'Italia? Di che cosa ci parli quest'oggi, sentiamo?
00:49:48Bentornati cari amici, una nuova puntata di Voci d'Italia in nostra compagnia, questa dedicata all'approfondimento è sicuramente di attualità e imperdibile, vediamola insieme.
00:50:00Sanremo, ricca di giardini e flori di imprese botaniche, è nota come la città dei fiori e infatti il festival è noto per le meravigliose composizioni floreali che ogni anno impreziosiscono il palco e gli ambienti collaterali alle serate principali.
00:50:15Dal 1977 con una sola eccezione nel 1990 il festival della canzone italiana è ospitato nell'interno del maestoso teatro Ariston, divenuto oramai un simbolo della cultura musicale del nostro paese.
00:50:30Prima la manifestazione invece si teneva in una sala del rinomato Casinò di Sanremo.
00:50:35La prima edizione del festival di Sanremo si tè nel 29 gennaio del 1951 come tentativo di ravvivare il turismo locale, anche nel corso della stagione invernale, proprio quando le città di mare sono vuote e molto poco frequentate.
00:50:50Quell'anno vince Nilla Pizzi con la canzone Grazie dei fiori ma l'evento venne un po' snobbato anche perché oltre alla vincitrice parteciparono solo altri due concorrenti Achille Togliani e il duo Fasano.
00:51:03Dal 1955 però quando il festival cominciò a essere trasmesso dalla neonata Rai iniziò un successo che porterà la manifestazione a diventare un appuntamento fisso e seguitissimo da tutti.
00:51:15La canzone del blu dipinto di blu che tutti però conoscono come Burlare per via del celebre ritornello è probabilmente la canzone italiana più famosa di sempre.
00:51:25Nel mondo tutti la conoscono e il suo autore Domenico Modugno la presentò proprio al festival di Sanremo nel 1958 ovviamente vinse la competizione.
00:51:33Parlando di presentatori è il mitico Pippo Baudo lo showman che più volte ha tenuto le eredini del festival per ben 13 edizioni l'ultima volta è stata nel 2008.
00:51:44Sul podio un altro mostro sacro della televisione nostrana Mike Buongiorno che ha condotto il festival per ben 11 edizioni.
00:51:53Nella storia di Sanremo sono molti casi in cui le canzoni giudicate negativamente dalla giuria si sono poi rivelate delle vere hit ascoltate da tutti.
00:52:02L'esempio più eclatante è senza dubbio vado al massimo di Vasco Rossi arrivata ultima nell'82 ma diventata una delle canzoni più famose dei nostri tempi.
00:52:11Curiosamente l'anno dopo Vasco si ripete sfornando un flop a Sanremo la sua vita sfericolata arrivò penultima successivamente divenne un successone.
00:52:21Anni prima anche Adriano Celentano aveva masticato amaro con i ragazzi della via Gluc non arrivando nemmeno in finale eppure oggi è una delle hit immortali del nostro patrimonio culturale.
00:52:34E se di patrimonio culturale ovviamente musicale si vuol parlare i più vincenti della storia di Sanremo sono i cantanti Domenico Modugno e Claudio Villa entrambi con quattro trionfi di cui uno proprio in coppia nel 1962.
00:52:49Curiosamente una star senza tempo come Mina che ha scritto pagine intere della storia musicale italiana non è mai riuscita a vincere nemmeno un'edizione.
00:52:59Oggi siamo abituati a pensare a Sanremo come una gara tra cantanti che propongono i loro brani.
00:53:05Nelle prime edizioni però non era affatto così a competere hanno i singoli brani i quali venivano eseguiti da un numero ristretto di artisti.
00:53:13Nella già citata prima edizione del 51 ad esempio gli interpreti erano 3 e le canzoni erano 20.
00:53:21E allora grazie per essere stati con noi in questo piccolo spazio dedicato appunto al festival di Sanremo l'appuntamento è per la prossima puntata non mancate!
00:53:43Grazie anche a te Valerio e ora l'ultimo ospite di questa puntata non ovviamente in ordine di importanza speaker radiofonico autore di tre romanzi di narrativa dal titolo Fame Plastica, L'ossessione della forma, Miguel Antagonista e anche della raccolta di racconti interurbane notturne Nicola Brizio è tornato in libreria proprio in questi giorni con una nuova opera dal titolo Il Cantiere per golem edizioni.
00:54:09Nicola buongiorno ben trovato anche a te!
00:54:12Buongiorno Francesca e buongiorno a tutti i tuoi telespettatori!
00:54:16Grazie e partiamo proprio dal titolo perché mi ha incuriosito fin dall'inizio Il Cantiere l'hai scelto tu? È evocativo di che cosa? Ci racconti un po' che cosa si cela dietro a questa scelta?
00:54:29Il Cantiere è stata in realtà una seconda scelta ma non in termini di importanza ma in termini cronologici perché in origine il romanzo doveva chiamarsi La Questione Umana poi per una serie di vicissitudini e anche su consiglio del mio primo editor della persona con la quale ho lavorato a romanzo che è Alessandro Forlani che ringrazio tra le altre cose anche per questo cambio di titolo
00:54:59la riflessione è diventato Il Cantiere perché in effetti racconta veramente sì della questione umana cioè sì di quello che veramente siamo e stiamo diventando ma all'interno del mondo che in questo momento più che in ogni altra epoca somiglia veramente a un grande cantiere
00:55:16a un qualcosa dove tutti noi siamo in divenire e siamo in costruzione cioè il mondo nuovo è in fase di costruzione e il problema è solo che non abbiamo il progetto e quindi non sapremo come sarà il lavoro finito Teo
00:55:33infatti tu racconti letteralmente di una società che non sa ecco e che è inconsapevole se vogliamo dirlo e non è nemmeno capace di immaginare peraltro che cosa potrà accadere dopo come se fossimo in un periodo di passaggio un po' in balia degli eventi
00:55:53e al centro tu metti sicuramente le nostre nevrosi, le nostre dipendenze, le nostre ossessioni anche quotidiane, chiaramente per poter scrivere dei libri come questi bisogna essere degli aguti osservatori altrimenti non si può essere scrittori, ecco che società , che epoca ne emerge? Solo un'epoca dall'accezione negativa, dalle caratteristiche negative qualcosa si salva? Nicola com'è?
00:56:21Guarda questa è in realtà una beffa, è la beffa della grande letteratura, vale a dire io sono fortemente convinto che laddove c'è grande disperazione, grande difficoltà è lì che succedono le cose ed è lì che nasce la buona letteratura, nel passato ci ha dato diversi di questi esempi credo
00:56:47le epoche più tragiche sono poi fucine di grande letteratura e insomma questa si candida ad essere un'epoca abbastanza tragica per fare della buona letteratura, non dico che sia il mio caso, che la faccia io ma sicuramente insomma ci sono grandi fonti di ispirazione, ci sono grandi cose dalle quali prendere spunto per fare della letteratura interessante
00:57:15quando il mondo va molto bene, quando si vive in una calma placida, noi abbiamo avuto gli anni 80 ad esempio che sicuramente sono stati per chi li ha vissuti molto piacevoli, almeno così mi sembra di capire dalle persone che conosco che hanno vissuto in serenità quegli anni
00:57:33diciamo che rispetto a altre epoche ci hanno dato certo nel mucchio anche buoni prodotti culturali ma in misura ridotta ecco forse rispetto a magari quando il mondo era veramente dilaniato da grandi catastrofi e secondo me andiamo in quella direzione quindi per un buon osservatore ecco io non mi ritengo un grande scrittore ma mi ritengo un discreto osservatore
00:57:57e quindi per un discreto osservatore sì ecco che questa è un'epoca sicuramente interessante di cambiamenti, di mutamenti e di rivoluzioni proprio a livello antropologico, è diverso il modo in cui noi ci comportiamo e viviamo la contemporaneità .
00:58:13Vedi per l'appunto proprio in questa puntata abbiamo parlato degli anni 80 prima di te e con Fabrizio Silvestri perché parlavamo anche delle distorsioni, parlavamo per esempio del problema dell'eroina ma dall'altra parte forse c'era una speranza, una luce differente in fondo ai vari tunnel che riuscivamo a scorgere come periodo storico, adesso siamo un pochino più ingabbiati
00:58:37e abbiamo bisogno di orientarci tra questo passato e questo futuro che ancora non ci è perfettamente chiaro, io la vedo così, io l'ho vissuta a differenza tua tutta l'età degli anni 80 e l'ho vissuta con gli occhi di bambina però c'ero.
00:58:51Adesso vivo questo periodo come adulta e non è per spostare l'attenzione ovviamente di me ma lo scorgo, lo scorgo guardando anche le nuove generazioni, i bambini di oggi, c'è un fil rouge in qualche modo con i tuoi libri precedenti o questo è proprio un capitolo completamente a parte?
00:59:09No, qui c'è una cesura abbastanza netta nel senso che i miei libri sono tutti indipendenti tra di loro, sono tutti autoconclusivi, questo in particolare poi ha una rottura anche dal punto di vista stilistico perché a differenza degli altri romanzi è un romanzo scritto in terza persona, al passato c'è una moltitudine di personaggi mentre altri romanzi come L'ossessione o Fame Plastica ma anche tutti i racconti sono scritti in prima persona.
00:59:37Ho bisogno di una narrazione più immersiva mentre questa è una narrazione dove ci sono flashback, molte volte è aleatoria, si va nella testa dei protagonisti quindi c'è una rottura anche dal punto di vista stilistico.
00:59:57Rimane un pessimismo di fondo che faccio ormai parte della mia cifra stilistica e che è semplicemente quello che mi rappresenta e poi c'è l'ambizioso, forse addirittura il presuntuoso obiettivo di dire qualcosa di noi, della questione umana che si dibatteva prima.
01:00:21Con la differenza che piano piano io mi rendo conto che la mia fantasia e la mia capacità di osservazione per quanto soprattutto dal punto di vista della fantasia siano discretamente dilatate, sempre più facciano fatica a stare al passo con la realtà .
01:00:41La realtà sta diventando veramente così incredibile, così distopica che la mia fantasia ha anche spinta al limite e fa fatica a stargli dietro. Nei romanzi precedenti forse era un po' più semplice, c'era ancora un mondo con dei confini, con dei perimetri vagamente somiglianti a quelli che si erano conosciuti e sui quali potevo divertirmi a giocare, a dilatare, a restringere, a mettere una lente così un po'
01:01:11distorta sui fatti che succedevano.
01:01:16Quindi insomma la realtà , ahimè, aggiungerei io, batte la distopia sostanzialmente. Quindi se io ti chiedessi se è più distopico o reale, probabilmente mi risponderesti che è più reale?
01:01:31È diverso, ma è verosimile se dovessi dirti la parola corretta. Nel senso che io una volta pensavo di scrivere romanzi che potevano anche far sorridere per le stranezze che mi erano contenute.
01:01:52Dopodiché io oggi veramente non so più quale sia il confine del possibile, non tendo più a escludere nulla dal mondo perché tutto quello che, ripeto, io ho iniziato il primo romanzo Fame Plastico, Città di Privo, uscito nel 2017, ho iniziato a scriverlo su Pogliabro nel 2015 grosso modo, dieci anni fa,
01:02:15ecco che tutto quello che allora era veramente nel perimetro del non solo improbabile ma veramente impossibile, dell'inaccettabile anche solo come ipotesi, ecco che oggi sembra non solo possibile ma in alcuni casi addirittura probabile. Quindi questo è il vero cambio di paradigma che quindi si porta dietro anche un cambio in quella che è la letteratura.
01:02:41Sì, affronti i temi come la paura, i social media, sicuramente la crisi economica, la mutazione antropologica, sicuramente si capisce che sono temi che ti stanno a cuore, su cui tu rifletti molto e con cui convivi male.
01:02:57E ti chiedo, nella costruzione di questi personaggi che sono tra di loro molto diversi, però forse c'è un trè d'union, cioè sembrano accomunati tutti da questo senso di perdita, di trasformazione, ecco come sei andato a costruire un personaggio dopo l'altro?
01:03:27Sì, sono dei personaggi particolarmente gonfiati nelle loro stranezze, ma volevo veramente, e tanti di loro lo sono, pur appartenendo a strati sociali, a contesti molto diversi, ma sono estremamente nostri, inteso come del nostro tempo i personaggi.
01:03:51Così è stato il processo creativo, me ne servivano molti e ne abbiamo usati molti, anche perché io vedo una grande, come dire, compartimentazione della società , quindi i tipi di persona sono molto individuabili e molto circoscrivibili appunto,
01:04:15perché in una società polarizzata è normale che si vada ad accorparsi quasi per appartenenza tribale, ed ecco che così i miei personaggi escono con caratteristiche molto nette, seppur molto simili a quelle delle persone che conosciamo.
01:04:33Ripeto, non sono personaggi così calati dall'alto o che abbiano un'aura né semidivina né troppo cupa, sono veramente, potrebbero essere il nostro vicino di casa, il nostro caro amico, quello che ci fa benzina al mattino, insomma, sono personaggi che appartengono alla nostra vita, perché ormai i personaggi che appartengono alla nostra vita spesso sono personaggi da romanzo.
01:04:59Chiarissimo, come una sorta di ribaltamento. Chiarissimo, Greg, mi hai dato un enorme punto di riflessione con quest'ultima frase che hai detto, Nicola. Senti, un'ultima domanda in chiusura. Chi ti leggerà , lettori, lettrici, secondo te troveranno più domande o più risposte da questo tuo ultimo e nuovo libro?
01:05:25Questa è la domanda sulla quale vado più sicuro a rispondere, sicuramente troveranno più domande. In primo luogo perché io non sono in grado di dare risposte nemmeno a me stesso, figuriamoci se sono in grado di darle a questi voi, a lettore, insomma, è assolutamente impossibile e anche qui non ho davvero la presunzione di voler dare risposte a nessuno.
01:05:51Ma poi anche perché credo fermamente che uno degli scopi nobili per cui vale la pena scrivere, io, questa è una cosa che dico sempre, intendo la scrittura come un processo molto, molto faticoso e doloroso.
01:06:09Io non sarò mai lo scrittore che dice, ah, io scrivo per svuotare, no, scrivere è una cosa che io ritengo necessaria per chi ha la capacità , adesso non voglio dire il talento, di farlo, ma è un processo comunque molto doloroso e molto anche introspettivo nell'accezione peggiore del termine perché veramente si va a scavare una parte di sé che può anche essere poco piacevole.
01:06:35Però la funzione, il perché dobbiamo fare un imperativo categorico è per far fare domande, se la letteratura non porta a farsi delle domande allora non serve a niente, insomma, non esiste la letteratura che dà risposte, cioè guai a chi pretende di fare letteratura con la pretesa di dare risposte, non è quella la funzione della letteratura da che la letteratura esiste.
01:07:03Quindi su questo guarda, io sono sempre molto possibilista sulle risposte, non su questa, quindi su questa ti dico a colpo sicuro e senza tema di smentita che troveranno più domande che risposte, ma questo è anche un punto, credo, a favore del romanzo e della letteratura che genera domande in generale.
01:07:25Sì, sì, della missione proprio del libro, della letteratura come veicolo per avere degli spunti, un invito a riflettere e a porsi dei quesiti, è lì che poi c'è l'evoluzione. Mi fa piacere di aver chiuso questa puntata con una domanda che ti sia risultata facile e non insalita, di solito è il contrario.
01:07:45Nicola è stato un piacere averti il nostro ospite, lunga vita a questo tuo nuovo libro, davvero, dita incrociate, grazie ancora davvero a Nicola Brizio, un abbraccio.
01:07:57Grazie a te Francesca, grazie a tutti coloro che sono stati con noi e alla prossima.
01:08:03E oltre a Nicola Brizio, grazie a tutti gli altri ospiti, alla regia, chiaramente a chi ha curato le rubriche, a voi che ci guardate ogni settimana, appuntamento alla prossima, grazie ancora.
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